Reati presupposto 231: l'elenco aggiornato e come si aggiorna il modello
I reati presupposto 231 sono negli artt. 24-25-vicies del D.Lgs 231/01: 27 articoli. Ogni aggiunta va riportata nella mappatura dei rischi e nel modello.
I reati presupposto 231 sono i soli reati che fanno rispondere l'ente: quelli elencati negli articoli da 24 a 25-vicies del D.Lgs 8 giugno 2001, n. 231, più i reati transnazionali richiamati dall'art. 10 della L. 146/2006. L'art. 2 lo dice in forma di principio di legalità: l'ente risponde solo se una legge entrata in vigore prima del fatto prevede la sua responsabilità per quel reato. Al 2 novembre 2026, nel testo vigente su Normattiva (ultimo aggiornamento dell'atto: 15 settembre 2026), il catalogo occupa 27 articoli.
Il catalogo cambia più volte l'anno, quasi sempre per effetto di leggi che parlano d'altro. Ogni modifica obbliga a una verifica: l'ente deve chiedersi se il nuovo reato può essere commesso nella sua attività e, se sì, aggiornare la mappatura dei rischi e i protocolli del modello. Lo prevedono l'art. 6, comma 1, che affida all'OdV il compito di curare l'aggiornamento del modello, e l'art. 7, comma 4, che chiede la modifica quando mutano l'organizzazione o l'attività. Il meccanismo generale del decreto è spiegato nella guida sul D.Lgs 231/2001; qui ci occupiamo dell'elenco e della sua manutenzione.
Elenco dei reati presupposto 231 aggiornato al 2026
L'elenco che segue segue l'ordine del decreto. Per ogni articolo indica la famiglia di reati come la intitola la norma, con le fattispecie principali. Le sanzioni pecuniarie e interdittive cambiano da articolo ad articolo, spesso da comma a comma: vanno lette sul testo vigente.
| Articolo | Famiglia di reati |
|---|---|
| 24 | Indebita percezione di erogazioni, truffa e frode informatica in danno dello Stato, frode nelle forniture |
| 24-bis | Delitti informatici e trattamento illecito di dati |
| 24-ter | Delitti di criminalità organizzata |
| 25 | Peculato, indebita destinazione, concussione, induzione indebita, corruzione |
| 25-bis | Falsità in monete, carte di pubblico credito, valori di bollo, segni di riconoscimento |
| 25-bis.1 | Delitti contro l'industria e il commercio |
| 25-ter | Reati societari, compresa la corruzione tra privati |
| 25-quater | Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico |
| 25-quater.1 | Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili |
| 25-quinquies | Delitti contro la personalità individuale, compreso lo sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.) |
| 25-sexies | Abusi di mercato |
| 25-septies | Omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime per violazione delle norme di sicurezza sul lavoro |
| 25-octies | Ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita, autoriciclaggio |
| 25-octies.1 | Strumenti di pagamento diversi dai contanti, trasferimento fraudolento di valori |
| 25-octies.2 | Violazione di misure restrittive dell'Unione europea |
| 25-novies | Violazione del diritto d'autore |
| 25-decies | Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria |
| 25-undecies | Reati ambientali |
| 25-duodecies | Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare |
| 25-terdecies | Razzismo e xenofobia |
| 25-quaterdecies | Frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa |
| 25-quinquiesdecies | Reati tributari |
| 25-sexiesdecies | Contrabbando |
| 25-septiesdecies | Delitti contro il patrimonio culturale |
| 25-duodevicies | Riciclaggio di beni culturali, devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici |
| 25-undevicies | Delitti contro gli animali |
| 25-vicies | Reati commessi con l'uso di sistemi di intelligenza artificiale |
Il catalogo 231 non coincide con il codice penale. Dentro ogni articolo sono richiamate solo alcune fattispecie, a volte solo alcuni commi: l'art. 25-ter, per esempio, richiama la corruzione tra privati solo nei casi del terzo comma dell'art. 2635 c.c., dal lato di chi dà o promette. Per l'art. 25-quinquiesdecies, i delitti di dichiarazione infedele, omessa dichiarazione e indebita compensazione contano solo se commessi per evadere l'IVA in sistemi fraudolenti transfrontalieri, con un danno pari o superiore a dieci milioni di euro (comma 1-bis). Per questo un elenco per titoli serve a orientarsi, non a fare la mappatura.
Quali sono i reati 231 contro la pubblica amministrazione
Sono la famiglia più frequente nei modelli e sono distribuiti su due articoli.
L'art. 24 riguarda il denaro pubblico che l'ente riceve o i contratti che stipula: malversazione di erogazioni pubbliche (art. 316-bis c.p.), indebita percezione di erogazioni (art. 316-ter c.p.), turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente (artt. 353 e 353-bis c.p.), frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.), truffa aggravata e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche (artt. 640, comma 2, n. 1, e 640-bis c.p.), frode informatica in danno dello Stato, di un ente pubblico o dell'Unione europea (art. 640-ter c.p.) e le indebite percezioni in materia agricola dell'art. 2 della L. 898/1986. La sanzione pecuniaria arriva a cinquecento quote, da duecento a seicento con profitto di rilevante entità o danno di particolare gravità; si aggiungono le interdittive dell'art. 9, comma 2, lettere c, d ed e.
L'art. 25 riguarda i rapporti con il pubblico ufficiale: concussione (art. 317 c.p.), corruzione per l'esercizio della funzione, per atto contrario ai doveri d'ufficio e in atti giudiziari (artt. 318, 319, 319-ter c.p.), induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater c.p.), pene per il corruttore e istigazione (artt. 321 e 322 c.p.), traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.). Peculato, indebita destinazione di denaro o cose mobili e peculato mediante profitto dell'errore altrui (artt. 314, primo comma, 314-bis e 316 c.p.) rilevano solo quando il fatto offende gli interessi finanziari dell'Unione europea. Le sanzioni vanno fino a duecento quote per i casi del comma 1 e da trecento a ottocento quote per i più gravi del comma 3; per i commi 2 e 3 le interdittive durano da quattro a sette anni se il reato è di un apicale, da due a quattro se è di un sottoposto (comma 5).
Due modifiche del 2024 hanno toccato questo articolo. Il D.L. 92/2024, convertito dalla L. 112/2024, ha inserito l'indebita destinazione di denaro o cose mobili (art. 314-bis c.p.). La L. 114/2024 ha abrogato l'abuso d'ufficio, che è uscito dal catalogo. Un modello con una parte speciale sulla PA scritta prima dell'agosto 2024 cita quindi almeno un reato che non esiste più e ne ignora uno nuovo.
Nuovi reati 231: le modifiche dal 2024 al 2026
Il ritmo degli ultimi due anni è di una modifica ogni pochi mesi. Le principali, ricostruite sul testo vigente e sulle note di aggiornamento dell'atto:
| Atto | In vigore dal | Articolo del 231 | Cosa cambia |
|---|---|---|---|
| L. 90/2024 (cybersicurezza) | 17 luglio 2024 | 24-bis | Sanzioni aumentate, estorsione informatica (art. 629, comma 3, c.p.), art. 635-quater.1 c.p. nel comma 2 |
| D.L. 92/2024 conv. L. 112/2024 | 10 agosto 2024 | 25 | Indebita destinazione di denaro o cose mobili (art. 314-bis c.p.) |
| L. 114/2024 | 25 agosto 2024 | 25 | Esce l'abuso d'ufficio |
| D.Lgs 141/2024 (accise e dogane) | 4 ottobre 2024 | 25-sexiesdecies | Contrabbando riferito alle nuove disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell'Unione |
| L. 82/2025 | 1° luglio 2025 | 25-undevicies | Nuovo articolo: delitti contro gli animali |
| D.L. 116/2025 conv. L. 147/2025 | 9 agosto 2025 | 25-undecies | Reati in materia di rifiuti rivisti, sanzioni aumentate |
| D.Lgs 211/2025 | 24 gennaio 2026 | 25-octies.2 | Nuovo articolo: violazione di misure restrittive UE, sanzione in percentuale del fatturato globale |
| D.Lgs 81/2026 (direttiva UE 2024/1203) | 2 giugno 2026 | 25-undecies | Commercio di prodotti inquinanti (art. 452-bis.1 c.p.), aggravanti con aumento di un terzo |
| D.Lgs 115/2026 (direttiva UE 2024/1712) | 16 luglio 2026 | 25-quinquies | Approfittamento della vittima di schiavitù o di tratta (art. 601.1 c.p.), da cento a seicento quote |
| D.Lgs 160/2026 (regolamento UE 2024/1689) | 30 settembre 2026 | 25-vicies | Nuovo articolo: reati commessi con sistemi di intelligenza artificiale (artt. 437-bis e 612-quater c.p.) |
L'art. 24-bis merita una nota a parte, perché la L. 90/2024 lo ha reso uno degli articoli più pesanti del catalogo. Per i delitti del comma 1 (accesso abusivo, intercettazioni, danneggiamenti informatici) la sanzione è passata a una forbice da duecento a settecento quote. Il nuovo comma 1-bis punisce l'estorsione commessa con le condotte informatiche (art. 629, comma 3, c.p.) con una sanzione da trecento a ottocento quote e interdittive per almeno due anni. È il punto in cui il modello 231 incontra le misure di sicurezza dell'art. 32 del Reg. UE 2016/679: chi gestisce le due materie in compartimenti separati presidia due volte lo stesso rischio, o nessuna.
Come si aggiorna il modello quando cambia l'elenco
Un nuovo reato presupposto vale dal giorno in cui entra in vigore: per l'art. 2 l'ente non risponde dei fatti precedenti, ma da quel giorno risponde dei fatti nuovi, che il modello sia aggiornato o no. Il decreto non fissa un termine per l'aggiornamento. Fissa le responsabilità: l'OdV cura l'aggiornamento e lo propone (art. 6, comma 1, lettera b), l'organo dirigente adotta il modello e le sue modifiche (lettera a). Un aggiornamento che arriva molti mesi dopo l'entrata in vigore di un reato pertinente può indebolire la prova dell'efficace attuazione per quella specie di reato.
La sequenza che regge davanti a un giudice ha quattro passaggi.
- Rilevare la modifica. Il testo vigente su Normattiva riporta la data dell'ultimo aggiornamento dell'atto: confrontarla con quella dell'ultima verifica del modello dice subito se c'è qualcosa da guardare.
- Valutare la pertinenza. L'art. 6, comma 2, lettera a, chiede di individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati. Per ogni fattispecie nuova si stabilisce se l'ente svolge attività esposte. L'esclusione si motiva per iscritto: «non pertinente» senza motivazione non prova nulla.
- Aggiornare mappatura e protocolli. Se il reato è pertinente, entra nella mappatura dei rischi, si definiscono i protocolli (art. 6, comma 2, lettera b), i flussi informativi verso l'OdV (lettera d) e la formazione del personale interessato.
- Far adottare la modifica. La delibera dell'organo dirigente chiude il ciclo. La data di quella delibera, insieme ai verbali dell'OdV che l'hanno preceduta, è la prova che il modello ha seguito il catalogo.
Un reato nuovo non richiede sempre una parte speciale nuova. Per un'impresa manifatturiera senza attività che coinvolgano animali, l'art. 25-undevicies si chiude con un paragrafo di motivazione nella mappatura. Per la stessa impresa, se usa sistemi di intelligenza artificiale nei processi produttivi o nella comunicazione, l'art. 25-vicies va valutato nel merito. La scelta fra i due esiti, e il disegno dei protocolli, spetta a chi ha redatto il modello e all'OdV, sulla base dell'attività concreta: in caso di dubbio serve il parere del professionista che assiste l'ente.
Come lo gestisce il catalogo Legisboard
Nel catalogo 231 di Legisboard l'elenco dei reati è seguito da tre adempimenti distinti, con cadenze diverse.
Le cadenze del catalogo sono cadenze di controllo, non termini di legge. La mappatura dei rischi ha una revisione annuale, la verifica dei reati informatici una semestrale, l'aggiornamento per nuovi reati si apre a ogni evento. L'art. 7, comma 4, chiede una verifica periodica senza fissarne la frequenza, che conviene quindi scrivere nel modello; l'aggiornamento per un reato nuovo, invece, dipende dalla data di entrata in vigore della legge che lo introduce, non dal calendario.
Cosa fare in pratica
- Confrontate la data del vostro modello con il catalogo vigente. Se l'ultima revisione della mappatura è anteriore a luglio 2024, mancano con ogni probabilità almeno le modifiche agli artt. 24-bis e 25.
- Passate in rassegna le dieci modifiche della tabella e segnate per ognuna «pertinente» o «non pertinente», con la motivazione.
- Per le pertinenti, portate all'organo dirigente una proposta di aggiornamento con i protocolli e i flussi verso l'OdV; il ruolo dell'organismo è descritto nella guida sull'Organismo di Vigilanza 231.
- Fissate nel modello la frequenza della verifica periodica, così che sia un impegno scritto e non un'abitudine.
- Tenete un registro delle modifiche normative valutate, con data, esito e verbale: è il documento che risponde alla domanda «quando ve ne siete accorti?».
Il contenuto del modello che va aggiornato è descritto nella guida sul modello 231; tutte le cadenze degli adempimenti 231 sono raccolte nella pagina sugli adempimenti 231.
Domande frequenti
Quali sono i reati previsti dal D.Lgs 231/01?
Solo quelli elencati negli articoli da 24 a 25-vicies del decreto, più i reati transnazionali dell'art. 10 della L. 146/2006. Al 2 novembre 2026 sono 27 articoli, dai reati contro la pubblica amministrazione (artt. 24 e 25) ai reati commessi con sistemi di intelligenza artificiale (art. 25-vicies). Un reato fuori dall'elenco non coinvolge l'ente (art. 2).
Quali sono i reati 231 contro la pubblica amministrazione?
L'art. 24 copre malversazione e indebita percezione di erogazioni, turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, frode nelle pubbliche forniture, truffa e frode informatica in danno dello Stato o dell'UE. L'art. 25 copre concussione, corruzione nelle sue forme, induzione indebita e traffico di influenze illecite; peculato e indebita destinazione solo quando il fatto offende gli interessi finanziari dell'UE.
Quali sono i nuovi reati 231 del 2025 e del 2026?
Fra luglio 2025 e settembre 2026: delitti contro gli animali (art. 25-undevicies, L. 82/2025), revisione dei reati ambientali (art. 25-undecies, D.L. 116/2025 e D.Lgs 81/2026), violazione delle misure restrittive UE (art. 25-octies.2, D.Lgs 211/2025), approfittamento della vittima di tratta (art. 25-quinquies, D.Lgs 115/2026), reati commessi con l'intelligenza artificiale (art. 25-vicies, D.Lgs 160/2026).
Il modello 231 va aggiornato ogni volta che cambia l'elenco dei reati?
Va rivalutato ogni volta. L'art. 7, comma 4, chiede la modifica del modello quando mutano l'organizzazione o l'attività e una verifica periodica; l'art. 6, comma 1, lettera b, affida all'OdV il compito di curarne l'aggiornamento. Se il nuovo reato non riguarda l'attività dell'ente, basta motivarlo per iscritto; se la riguarda, servono nuovi protocolli adottati dall'organo dirigente.
Tutti gli adempimenti del decreto, con cadenza e riferimento, sono nella pagina Adempimenti 231.